Allerta Arancione: la corsa ad aprire i COC

Il ricevimento del Messaggio di Allerta Arancione per rischio idrogeologico, idrogeologico per temporali o vento rappresenta, per ogni Amministrazione Comunale, il momento in cui la pianificazione deve trasformarsi in azione. Tuttavia, esiste una sottile ma sostanziale differenza tra l’adempimento burocratico e la reale capacità di risposta di un sistema di Protezione Civile.

Il monitoraggio è  l’occhio del Presidio Territoriale: un’allerta arancione non è un ordine automatico di “apertura del COC“, ma un segnale di attivazione della vigilanza. In questa fase, l’elemento realmente discriminante non è il numero di protocollo assegnato a un atto, ma la presenza fisica e operativa dei componenti del Presidio Territoriale Comunale.

È il monitoraggio attivo dell’infrastruttura viaria, dei punti critici e dei corsi d’acqua a determinare la qualità della risposta operativa. Senza “l’occhio” vigile sul territorio, capace di raccordare il messaggio di allertamento del CFD con l’evento reale in atto, qualsiasi decisione presa a tavolino rischia di essere tardiva o decontestualizzata.

Troppo spesso, infatti, si assiste all’apertura di COC esistenti solo sulla carta: strutture formalmente attivate ma prive dei rispettivi Responsabili di Funzione realmente presenti e operativi presso il Centro. Un Centro Operativo che non veda la partecipazione fisica e costante delle figure chiave previste dal piano non è uno strumento di gestione, ma un simulacro burocratico che svuota di significato la funzione stessa della Protezione Civile.

Spesso infatti si tende a confondere l’efficacia della protezione civile con la tempestività nell’apertura del Centro Operativo Comunale (COC). È bene ribadire che l’attivazione del COC ha senso compiuto quando è necessaria una gestione corale dell’emergenza.

L’efficacia di un sistema di protezione civile si misura sulla capacità di monitorare prima, per poter gestire poi.

La valutazione del Sindaco non deve essere un’automatismo: in fase di allerta arancione, l’attivazione del COC non è scontata, ma è una scelta derivante da una valutazione puntuale. Non sempre è necessario o utile procedere all’apertura immediata se l’evento non lo richiede.

Prendiamo il caso del rischio vento forte: prima di emettere ordinanze di chiusura delle scuole, è indispensabile valutare se l’edificio sensibile sia effettivamente esposto a tale rischio. Paradossalmente, una chiusura non ponderata potrebbe spingere gli studenti a frequentare parchi o aree aperte, esponendoli a pericoli ben maggiori, come la caduta di alberi ad alto fusto o rami spezzati. Ogni territorio ha le sue peculiarità: le criticità vanno valutate caso per caso, fuggendo da soluzioni standardizzate che non tengono conto della realtà locale.

Il Modello di Intervento, ovvero il “manuale (sconosciuto) delle istruzioni” racchiude tutte queste dinamiche che non devono essere lasciate all’improvvisazione, ma sono codificate nelle cartografie. Se ben strutturato, questo documento rappresenta il vero “manuale delle istruzioni” del Comune, modellato specificamente sulle vulnerabilità di quel preciso territorio.

Purtroppo, accade spesso che del Modello di Intervento si ignori persino l’esistenza, preferendo affidarsi alla sola “esperienza” del momento. L’esperienza è un valore, ma senza la guida metodologica del Modello — che definisce chi fa cosa, come e quando — il sistema rimane fragile. Gestire un’allerta arancione significa, prima di tutto, aver letto e fatto proprio quel manuale, affinché la risposta non sia una reazione istintiva, ma una manovra coordinata e consapevole.

In sintesi, l’attivazione delle fasi operative deve essere commisurata all’evoluzione dell’evento. Se il monitoraggio del Presidio Territoriale non rileva criticità in atto o imminenti, l’apparato deve restare in stato di vigilanza attiva e prontezza. La sicurezza della cittadinanza si garantisce con i tecnici sulle strade e con i responsabili pronti a occupare i propri posti di comando quando la situazione lo richiede, rendendo il COC una vera sala operativa e non un semplice atto formale.

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